Coaching

Le domande che farei se dovessi scegliere una scuola di Coaching diversa dalla mia

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Ho fondato Prometeo Coaching nel 1997. Non ho interesse a nascondere che quello che scrivo qui riguarda anche la mia Scuola di Coaching. Ma proprio per questo posso permettermi di dirlo chiaramente: se dovessi scegliere una Scuola di Coaching diversa dalla mia, queste sono le quattro domande che farei. E farei molta attenzione alle risposte.

Chi non regge queste domande non merita la tua fiducia.

Chi sta cercando di capire come diventare Coach Professionista dovrebbe partire da qui: non dal nome del corso, non dalla promessa, non dal prezzo, ma dalla qualità reale del percorso formativo.

Scegliere una Scuola di Coaching: prima domanda. Alla fine sarò davvero in grado di fare Coaching?

È la domanda più ovvia e quella che viene fatta meno spesso. Tutti danno per scontato che una Scuola di Coaching insegni a fare Coaching. Non è sempre così.

Molti percorsi formativi insegnano a parlare di Coaching: i modelli, le teorie, le tecniche. Producono professionisti che conoscono il metodo ma che faticano ad applicarlo con naturalezza nelle sessioni reali. La distanza tra sapere cosa fare e saperlo fare è esattamente dove si misura la qualità di una Scuola.

La risposta giusta a questa domanda non è una promessa. È una struttura: quante sessioni pratiche sono previste, c’è supervisione, c’è valutazione delle competenze sul campo. Se la risposta è vaga o orientata solo alle ore di aula, la domanda successiva diventa superflua.

Ne ho parlato in modo diretto anche in questo articolo su come si forma davvero un Coach Professionista: la formazione e la competenza non coincidono. Mai.

Seconda domanda. Cosa intendete esattamente con “umanistico”, “strategico” o con i riferimenti a ICF?

Il mercato della formazione Coach è pieno di etichette. Coaching umanistico, Coaching strategico, Coaching ontologico, percorsi accreditati ICF. Suonano autorevoli. Spesso non dicono nulla di preciso.

Il Coaching è una disciplina con radici metodologiche precise. Non esistono metodologie radicalmente diverse tra loro: esistono approcci, contesti applicativi e sfumature. Quando una Scuola costruisce la propria identità su un aggettivo, vale la pena chiedere cosa significa concretamente quell’aggettivo nella pratica didattica.

ICF è una federazione internazionale seria. Ma quello che molte Scuole non dicono è cosa comporta davvero ottenere una credenziale ICF. Non basta frequentare un programma accreditato. A seconda del livello di credenziale si devono accumulare ore di Coaching con Clienti, completare un percorso obbligatorio di mentoring e superare la valutazione prevista da ICF. Non dalla Scuola. Da ICF.

Questo significa che la Scuola ti forma, ma la credenziale la ottieni solo se rispetti i criteri richiesti da ICF. Sono due cose distinte. Una Scuola che non te lo dice chiaramente fin dall’inizio ti sta vendendo un percorso incompleto.

La risposta giusta a questa domanda è chiara e specifica. Se chi risponde cambia argomento o si nasconde dietro sigle, c’è qualcosa che non torna.

Terza domanda. Perché usate il termine “certificazione” se non è rilasciata da un organismo accreditato?

Questa è la domanda più scomoda. E quella che smonta più facilmente chi non ha le carte in regola.

In Italia il termine “certificazione”, quando viene usato in senso tecnico, ha un significato preciso: rimanda a processi svolti da organismi di certificazione accreditati da ACCREDIA, l’ente nazionale di accreditamento. Non può essere autoproclamata da una Scuola di Coaching. Non può essere trasformata in una parola pubblicitaria. Non può essere confusa con un semplice attestato di frequenza.

Quello che molte Scuole chiamano “certificazione” è in realtà un attestato di frequenza, un riconoscimento interno o un’attestazione formativa. Sono documenti legittimi, se dichiarati correttamente. Diventano ambigui quando vengono presentati come se avessero lo stesso valore di una certificazione rilasciata da un organismo terzo accreditato.

Ho scritto di questo problema anche parlando di cosa distingue una Scuola di Coaching seria da una improvvisata. Le etichette nel Coaching costano poco. Gli standard verificabili costano impegno e tempo.

Quarta domanda. Quali sono i criteri e gli esami richiesti per accedere a un’Associazione professionale?

Le Associazioni professionali ai sensi della Legge 4/2013, come A.Co.I. – Associazione Coaching Italia, hanno criteri di accesso verificabili: esami, valutazione delle competenze, rispetto di un codice etico. Non basta aver frequentato un corso.

Molte Scuole non parlano di questo passaggio. O lo citano vagamente come “possibilità di iscrizione” senza spiegare cosa comporta. Il motivo è semplice: i criteri di accesso alle associazioni serie richiedono una formazione che non tutti i percorsi garantiscono.

Chiedere esplicitamente quali esami sono previsti per accedere a un’Associazione professionale è il modo più diretto per capire se una Scuola prepara davvero i propri studenti alla professione o si ferma al pezzo di carta.

Scegliere una Scuola di Coaching: perché queste domande cambiano tutto

Non sono domande ostili. Sono domande che qualsiasi Scuola seria dovrebbe essere in grado di reggere con chiarezza e senza imbarazzo.

Chi le regge ha qualcosa di concreto da mostrare. Chi le schiva ha qualcosa da nascondere.

Scegliere una Scuola di Coaching è una decisione che riguarda la propria carriera professionale. Merita le stesse domande che si farebbero per qualsiasi altra scelta professionale importante. Ho raccolto una guida completa per scegliere la Scuola di Coaching su Prometeo Coaching.

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Tre domande frequenti su come scegliere una Scuola di Coaching

Come si sceglie una Scuola di Coaching seria?

Per scegliere una Scuola di Coaching seria bisogna fare domande concrete: se alla fine del percorso si sarà davvero in grado di fare Coaching o si avrà solo un attestato, cosa si intende esattamente con termini come “umanistico” o “strategico”, come vengono usati i riferimenti a ICF, quale valore hanno gli attestati rilasciati e quali sono gli esami richiesti per accedere a un’Associazione professionale.

Cosa significa certificazione nel Coaching?

Nel Coaching il termine “certificazione” viene spesso usato in modo improprio. In senso tecnico, una certificazione rimanda a processi svolti da organismi accreditati da ACCREDIA. Quello che molte Scuole chiamano “certificazione” è in realtà un attestato di frequenza, un riconoscimento interno o un’attestazione formativa. Sono documenti legittimi solo se vengono dichiarati correttamente.

Il Coaching ha un solo metodo o esistono approcci diversi?

Il Coaching è una disciplina con radici metodologiche precise. Termini come “Coaching umanistico” o “Coaching strategico” descrivono approcci, sensibilità o contesti applicativi ma non definiscono automaticamente metodologie sostanzialmente diverse. Prima di scegliere una Scuola vale la pena chiedere cosa si intende esattamente con questi termini e quale metodologia viene effettivamente insegnata.

Angelo Bonacci

Autore Angelo Bonacci

Fondatore di Prometeo Coaching. Mi occupo di formare Coach Professionisti dal 1997, anno in cui il mercato italiano del Coaching era ancora quasi inesistente. Ho partecipato al tavolo tecnico UNI per la stesura della Norma Tecnica 11601. I miei servizi sono Certificati in base alla Norma UNI 11601:2024. Sono Facilitatore Certificato Inner Game® e Master Practitioner PNL. Sono Autore di "Migliora la tua Vita!" pubblicato e distribuito dalla casa editrice FrancoAngeli.

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