Prometeo Coaching esiste dal 1997. Costruire una scuola di Coaching che dura non è questione di fortuna. In quegli stessi anni sono nate decine di scuole di Coaching in Italia e la maggior parte non esiste più.
Qualcosa le ha fatte chiudere. E non è stata la sfortuna.
Il primo errore che ho visto fare: copiare
Quando il Coaching ha iniziato a diventare popolare in Italia molte persone hanno guardato cosa funzionava altrove e hanno replicato. Stessi modelli didattici, stesse promesse, stessa comunicazione. A volte copiavano da chi stava già copiando da qualcun altro.
Il problema non è solo etico. È strutturale. Chi copia non capisce perché una cosa funziona. Copia la forma senza capire la sostanza. E quando il mercato cambia o quando arriva qualcuno con una visione più solida non ha nulla a cui aggrapparsi.
Una scuola di Coaching che dura deve avere una ragione propria per esistere. Non una versione migliorata di qualcos’altro.
Il secondo errore: affidarsi alle etichette
Per anni ho visto scuole costruire la propria credibilità su diciture come “certificazione nazionale” o “certificazione internazionale”. Suonano autorevoli. Spesso non lo sono.
Una certificazione ha valore quando è rilasciata da un organismo accreditato e indipendente che verifica standard oggettivi. Non quando è autoproclamata o emessa da un’associazione creata apposta per rilasciarla.
Il mercato non sempre distingue subito. Ma distingue. E quando lo fa la caduta è rapida.
Prometeo Coaching detiene la Certificazione UNI 11601:2024 rilasciata da CSQA, un ente terzo accreditato da ACCREDIA. Non me la sono data da solo. L’ho dovuta guadagnare rispettando standard che qualcun altro verifica. Questa è la differenza.
Il terzo errore: aprire una scuola di Coaching per ripiego
È il più diffuso e il meno discusso.
Molti Coach professionisti che non riescono a costruire una clientela solida ripiegano sulla formazione. Il ragionamento è: se non trovo clienti insegno agli altri come trovarli. Se non pratico il Coaching insegno il Coaching.
È una trappola. E produce scuole fragili perché nate da una necessità di sopravvivenza non da una vocazione alla formazione.
Formare Coach professionisti è un lavoro diverso dal fare Coaching. Richiede competenze didattiche specifiche, una visione pedagogica e soprattutto una coerenza tra quello che si insegna e quello che si è. Chi apre una scuola per ripiego raramente ha tutto questo.
È un tema che ho affrontato anche parlando del problema di credibilità del Coaching italiano.
Costruire una scuola di Coaching che dura: quello che non ho mai cambiato
In trent’anni il mercato del Coaching in Italia è cambiato molte volte. Sono arrivate le mode, le certificazioni internazionali, i coach da social media e le promesse di trasformazione in sei sessioni. Ho visto arrivare tutto e ho visto passare tutto.
La cosa che non ho mai cambiato è la coerenza.
È la parola più importante nel Coaching. E dovrebbe essere la parola più importante per chi forma i Coach.
Quando una persona dice di essere qualcosa: seria, rigorosa, professionale prima di dirlo dovrebbe dimostrarlo. Non a parole. Con standard verificabili, con una storia coerente nel tempo e con la capacità di dire no alle cose che non rispettano quei standard anche quando sarebbe più comodo dire sì.
Ho rifiutato partnership che non rispettavano i miei criteri. Ho chiuso collaborazioni quando non erano coerenti con quello che insegnavo. Ho scelto di crescere lentamente piuttosto che velocemente e male.
Costruire una scuola di Coaching che dura non è stata una strategia di marketing. È stata una conseguenza naturale del prendere sul serio quello che facevo.
Tre domande che mi faccio ogni volta che devo prendere una decisione importante
Perché molte scuole di Coaching chiudono dopo pochi anni?
Cosa distingue una scuola di Coaching seria da una improvvisata?
Cosa significa coerenza per un Coach professionista?




